sabato 17 giugno 2017

Truly Canadian




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Ho un certo debole per lo sciroppo d'acero che considero un valido sostituto allo zucchero comune, finendo per metterlo un po' dappertutto, dal caffè-latte a svariate preparazioni dolci. Non per vena salutistica, s'intenda, ma per quella sua complessità aromatica e per quel vago sentore di caffè, almeno così a me pare. 
È così capitato che mi sia intrippata col gelato allo sciroppo d'acero che qui in Canada è abbastanza ubiquitario, soprattutto proposto come abbinamento ad una fetta di apple pie fumante. Decisa a replicarlo a casa, ho usato la base di un gelato alla crema in cui ho sostituito in toto lo zucchero con lo sciroppo d'acero. Risultato? Meeeh...un gelato molto poco dolce...me lo dovevo aspettare, visto che lo sciroppo d'acero ha un potere dolcificante inferiore rispetto al saccarosio. Ho deciso quindi di utilizzare sia lo zucchero comune che lo sciroppo e dibilanciarli in maniera che il gelato risulti dolce, ma non eccessivamente, e che l'aroma dell'acero sia abbastanza percettibile. Ora, io ho cercato di "pompare" abbastanza il mio gelato di sciroppo, ma nonostante tutto, e qui casca l'asino, il gusto d'acero rimane proprio una lieve nota finale. In sostanza, è più un gelato alla crema con un delicato sentore di sciroppo d'acero. La cosa mi fa pensare che i gelati al maple assaggiati fin'ora siano un po' "dopati" con aromatizzanti che gli conferiscano il gusto caratteristico e, fintanto che non riesco a reperire questi aromi, sarà difficile replicare il risultato a casa. Ma se cercate un gelato alla crema con una nuance un po' diversa, eccovi la ricetta:

Gelato allo sciroppo d'acero
Dosi: 4-5 persone

-430 g di latte
-300 g di panna
-4 tuorli
-150 g di zucchero
-100 g di sciroppo d'acero

Sbatteti i tuorli in una ciotola capiente e mettete da parte. Scaldate il latte e la panna in un pentolino ed aggiungetevi lo zucchero e lo sciroppo d'acero. Mescolate e fate sciogliere bene. Portate la miscela quasi ad ebollizione (rimuovetela dal fuoco quando sarà fumante) e versatela a filo sui tuorli, sbattendo con una frusta. Versate la miscela in un pentolino e rimettete a cuocere sul fuoco basso per 6-7 min, senza portare ad ebollizione. Lasciate intiepidire la miscela, copritela con un foglio alluminio e fatela raffreddare in freezer per 30 min circa. Passato questo tempo, rimuovetela dal congelatore e versatela nella gelatiera. Attivate la mantecatura+raffreddamento e mandatela avanti per 30 min circa o finchè il gelato non sia ben solidificato. Stoccate in freezer fino al momento di servire.

  

I have a thing for maple syrup. I often use it as replacement of sugar in lattes or sweet preparations. I simply love its complex taste that reminds me a bit of coffee, but that's just my idea, probably. 
By saying that, I got fixated with maple ice cream/gelato, which can be found a bit everywhere in Canada, in particular paired with a warm apple pie. I was thus totally determined to replicate my own maple gelato at home. I started by using a custard cream base where I substituted sugar with maple syrup. The result? Meeeh, forget it...not sweet enough... I should have expected that, since maple syrup has less sweetening power than regular sugar. I eventually left some sugar in my recipe and balanced that with maple syrup. Despite the significant amount of syrup, my gelato reminded more a custard with a vague taste of maple than one of the ice creams tasted in restaurants. I started to think (but I am actually deeply convinced of that) that all the maple ice creams/gelato I tried are probably boosted with some artificial maple flavor, which I should get if I want to replicate a similar taste. Anyway, if you are looking for a custard gelato with a delicate maple taste, here the recipe:

Maple gelato
Doses: for 4-5 persons

-430 g of milk
-300 g of fresh cream
-4 egg yolks
-150 g of sugar
-100 g of maple syrup

Beat the yolks in a large bowl and set aside. Pour the milk, the cream, the sugar and the syrup into a pot and warm them up under medium flame. Stir and let the sugar and the syrup dissolve. Bring the mixture almost to boiling point (remove it from the flame when some steam develops) and pour it on the yolks, and keep beating with a whisker. Pour the mixture into a pot and let it cook for 6-7 min, under low flame, avoiding to bring it to boil. Let the custard cool down, cover the pot with some aluminum foil and place it in the freezer for about 30 min. After this time, remove the custard from the freezer and pour it in the gelato machine. Start mixing+cooling down and stop the machine after 30 min or when the gelato has well solidified. Stock in freezer till time to serve.


domenica 11 giugno 2017

Cookbooks I love



English version below
In un' era dove tutto gira sul web, la rete è diventata una fonte (quasi) inesauribile di informazioni ed idee e gli ebooks ci permettono di raccogliere un'intera biblioteca in un tablet (roba da far invidia a Mary Poppins), esistono ancora gli amatori della carta stampata. 
Trovo che i libri abbiano un fascino ineguagliabile: il profumo della carta, la scelta dei caratteri, la copertina, sentire le pagine scorrere tra le tue mani man mano che la lettura procede. Ho tre libri di cucina a cui tengo tantissimo, un po' perchè sono veramente belli, un po' perchè mi sono state regalati da persone a me care in momenti importanti. Non sono libri da principianti e richiedono giá una buona conoscenza delle tecniche di pasticceria e delle preparazioni di base. Ma andiamo con ordine:

1. Dessert di Alain Ducasse. Una meravigliosa raccolta di desserts, tra cui si trovano anche ricette tradizionali come il tiramisù, foresta nera, gaufres, Sacher...l'ultima parte delle libro è dedicata alle preparazioni di base di cui ho parlato qui e qui.

2. ph10 di Pierre Hermé. Quella che io definisco la "Bibbia" della pasticceria. Il libro in cui vengono descritti i principali capolavori di Hermé. Difficilissimo da reperire, ancora mi chiedo come i miei amici siano riusciti a trovarlo! Le ricette sono molto complesse e possono richiedere un intero giorno di lavoro (o anche due, dipende da come riuscite ad organizzarvi). Il libro e' veramente concepito per chi ha giá una buona padronanza delle tecniche di pasticceria e delle volte lesina su dettagli tipo tempi e temperature di cottura. Dovete andare un po' a sentimento e fidarvi della vostra esperienza, insomma. Per questo dico, non è un libro per principianti.

3. Tradizione in evoluzione di Leonardo di Carlo. Se siete chimici come me, non potete non amarlo. Un libro che propone ricette classiche, con un approccio scientifico, in pieno stile Hervé This. Ogni capitolo presenta una spiegazione sui fattori che determinano la buona riuscita della preparazione in questione e sulle cause che determinano i maggiori flop in pasticceria (es. creme che impazziscono, panettoni che non lievitano, choux che non gonfiano etc. etc.).

E voi, avete dei libri di cucina da cui non vi separereste mai?

p.s. ci tengo a dire che Ducasse, Hermé e Di Carlo ignorano la mia esistenza. Giusto per puntualizzare che questo post non è sponsorizzato e se parlo di questi libri è perchè li ho provati e li ritengo veramente validi.


We live in an era where everything, or almost, is available on the web. Internet is an endless source of information and ebooks allow fitting an entire library in a tablet. Despite that, there are still incurable romantic people who are still charmed by paper books. 
I found regular books extremely fascinating: the smell of the paper, the section of the font and of the style, the feeling of the pages between your fingers...I have three cookbooks I particularly love, first because they are very beautiful and second because they were donated to me in special occasions by dear ones. There are all about pastries and none of them for beginners, unfortunately. They are however three wonderful books that I highly recommend if you are bit experienced with the art of pâtisserie.
1. Dessert by Alain Ducasse. A wide, great collection of recipes for dessert, including also traditional preparation as tiramisù, black forest, gaufres, Sacher...the last part of the book is dedicated to basic preparation about which I wrote here and here.

2. ph10 by Pierre Hermé. This book is what I call the "Bible" of pastries. A great collection of the most famous masterpieces of Hermé. The product have been discontinuous for a while and not very easy to get, therefore...I still wonder how my friend managed to buy it for me! Recipes are very demanding and they can require an entire day of work (or 2, depending how you can organize your time). The book is really conceived for people who are already experienced with pastry preparations and lacks of detailed explanations about cooking times and temperatures. In short, you have to rely on your experience and your experience. It is definitely not a book for beginners.

3. Tradition in evolution by Leonardo di Carlo. If you are chemist as me, you will love it. A book proposing traditional pastry recipes with a scientific insight, seemingly to Hervé This' approach. Each chapter starts with an introduction about factors determining the success and failure of certain preparation (e.g. egg custard separating, panettoni not rising, choux remaining flat after baking and so on).

Do you have a favorite cookbook you can't stay without?

p.s. just wanna add that Ducasse, Hermé and Di Carlo totally ignore I exist. This post is not sponsored, I just wrote about these books because I truly believe they are great.

giovedì 8 giugno 2017

Pain au chocolat blanc



English version below
Di tutte le viennoiseries, il pain au chocolat e' quello che ho sempre trovato meno interessante (e qui vorrei chiarire di star lavorando sull'alta risoluzione, i pain au chocolat mi piacciono giusto leggermente meno di altre pastine francesi :)). In realta' non ho mai apprezzato l'abbinamento della pasta da croissant col cioccolato fondente. Che so, mi e' sempre sembrato un contrasto un po' troppo netto tra l'amaro del cioccolato e la burrosita' della sfoglia. Cosi', ho sempre preferito abbinamenti piu' delicati come lo chausson aux pommes o il meraviglioso croissant ispahan di Herme' :)
Fatto sta che l'altra giorno mentre tiravo la classica sfoglia, per i classici croissants, ho pensato: perche' non fare dei pain au chocolat blanc? Per chi non lo sapesse, ho un'adorazione per la cioccolata bianca e negli anni ho avuto una sequenziale e selettiva passione per fondente-latte-bianco. Come si sia evoluto questo mio desiderio di dolcezza proprio non saprei, ma questi pain au chocolat blanc ne sono una concretissima espressione.

Pain au chocolat blanc
Dosi: per 11-12 pain au chocolat

-Pasta da croissant (dose per 500 g di farina, per la ricetta vedere qui)
-100 g di cioccolata bianca
-1 uovo per la doratura
-2-3 cucchiai di zucchero per la doratura

Seguite la ricetta della pasta come spiegato qui. Con la pasta lievitata e tirata, formate dei rettangoli come descritto nella ricetta dei saccottini. Tritate il cioccolato grossolanamente ed aggiungetene una striscia sul lato lungo di ciascun rettangolo. Chiudete i pain in 3, lasciando il cioccolato al centro e chiudendo bene i bordi. Spennelateli con un uovo sbattuto e cospargete di zucchero. Cuocete i pain a 180 C, finche' la superficie non sia dorata.


Among all French baking goods, the pain au chocolat is the one I found the least appealing (please, note: I am working on the high resolution now...I don't dislike pain au chocolat, I just like them a bit less than other viennoiseries :)). I probably never appreciated the pairing between dark chocolate and croissant dough. I always felt too much contrast between the bitterness of the dark chocolate and the buttery fragrance of the dough. Actually, I have always preferred more delicate combinations as those you find in the chausson aux pommes or in the wonderful croissant ispahan of Herme' :)
The other day, while I was preparing the dough for the classical croissants, I thought: with not baking pain au chocolat blanc? If you are not aware about that, I have a passion for white chocolate. Actually, my chocolate preferences have evolved from dark to milk and finally to the sweet and cozy white one. And these pains au chocolat blanc are a solid expression of that.

Pain au chocolat blanc
Doses: for 11-12 pain au chocolat

-Croissant dough (dose with 500 g of flour, for the recipe see here)
-100 g of white chocolate
-1 egg for brushing
-2-3 for garnishing

Follow the recipe as explained here. Form rectangle as explained in the saccottini's recipe. Cut the white chocolate roughly and add a stripe of that in the center of each rectangle. Fold the pain in 3, leaving the chocolate stripe in the middle and seal the edges. Brush the pain with the beaten egg and sprinkle with sugar. Bake the pain au chocolat at 180 C, until the surface turns golden-brown.

venerdì 2 giugno 2017

Quiche mozzarella e zucchine





English version below
Ho sempre pensato che le quiche siano una gran bella cosa: sono gustose, versatili, declinabili in mille versioni e, cosa non da poco, costituiscono un degno piato unico, magati accompagnate da una fresca insalata. Per anni ho preparato le mie quiche srotolando quella fantastica sfoglia reperibile nel vostro supermercato di fiducia, finche' non mi sono imbattuta nella fantastica ricetta di Felder con cui confeziono religiosamente tutte le mie torte salate.
E cosi' un po' inspirata dall'estate che arriva, ho rispolverato l'abbinamento zucchine+mozzarella che ho ormai collaudato in svariate versioni (pizza bianca, pasta, zuppetta...).

Quiche con zucchine e mozzarella
Dosi: per 6 persone
 
-pasta da quiche (per la ricetta vedere qui)
-5 zucchine piccole
-1 mozzarella da 125 g
-1 presa di maggiorana 
-1 uovo
-150 g di latte
-sale qb
-olio evo 1-2 cucchiai

Preparate la pasta base di Felder, come spiegato qui. Versate l'olio in una padella, aggiungete le zucchine tagliate a rondelle e fate cuocere a fuoco dolce. Aggiustate di sale. Stendete la pasta base su una tortiera rivestita da carta da forno e versarvi le zucchine cotte. Tagliate la mozzarella a cubetti ed aggiungetela al ripieno. Sbattete il latte con l'uvo ed aggiungete una presa di sale e la maggiorana. Versate il composto sopra il ripieno e ripiegate i bordi della pasta. Cuocete in forno ventilato a 180 C finche' il ripieno non gonfi come un souffle'. Servire fredda o tiepida.



I always thought that quiches (French savory pies) are a great invention: they are savory, versatile and, last but not least, they can be served as main course along with (why not?) a fresh salad. For a while, I made my quiches using the ready made puffy pastry you find in grocery stores, until I came across Felder's recipe for quiche dough. Believe me, it's the final recipe for the perfect quiche dough! I found it so easy to make and soooooo good that I now religiously use it to make all my savory pies.  
Therefore, a bit inspired by the summer coming, I thought about the beautiful zucchini+mozzarella pairing, which I have already tested in a few recipes (pizza, pasta, soup...).

Quiche with zucchini and mozzarella
Doses: for 6 persons
 
-quiche dough (see here for recipe)
-5 small zucchini
-125 g of mozzarella
-a pinch of marjoram
-1 egg
-150 g of milk
-salt as needed
-1-2 table spoons of extra virgin olive oil

Prepare the Felder's quiche dough as explained here. Pour the oil in a frying pan, add the zucchini cut in fine slice and stir fry them under low flame. Add the salt as needed. Spread the dough on a pie mould covered with parchment paper and add the zucchini. Cut mozzarella in small cubes and add them to the filling. Beat the egg with the milk, and add a pinch of salt and the marjoram. Pour the liquid over the filling and fold the edges of the dough. Bake in convect preheated oven at 180 C until the filling will rise as a souffle'. Serve lukewarm of cold.
 

sabato 27 maggio 2017

Crostata albicocche e mandorle

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Ahi ahi, la stanchezza gioca brutti scherzi, speriamo di darvi la ricetta giusta oggi eh :)
E' successo che lo scorso weekend fosse quello di Victoria's ovvero la giornata in cui si festeggia la regina Vittoria. E quindi fine settimana lungo, in cui tradizionalmente ci si dedica al giardinaggio e alle gite fuori porta. Nel nostro caso, primo BBQ della stagione, primo invito dopo la nascita di Virginia e prima uscita della pupattola in societa'. E visto che si era invitati e fa piacere portar qualcosa, e vuoi anche che a me piaccia il baking e mio marito abbia un debole per le crostate, ho pensato di fare una:

Crostata di albicocche e mandorle
Dosi: 15 persone

-pasta frolla (dose con 500 g di farina, vedete qui)
-500 g di confettura di albicocche
-100 g di mandorle in scaglie  

Preparate la frolla come spiegato qua. Stendetela poi su una teglia abbastanza grande (40x25 cm circa) rivestita da carta da forno. Farcitela con confettura di albicocche e spolverizzate la superficie con le mandorle. Cuocete in forno preriscaldato a 180 C, finche' la frolla non sia dorata.



Hopefully, today I will provide the right recipe, despite my fatigue and lack of sleep :P
Last weekend was Victoria's day, which means a long weekend, dedicated to gardening and to the first BBQ of the year. Given that was the first day out of Virginia and I was feeling like baking and that my hubby's favorite cake is crostata* with fruit jam, I decided to make a:

Crostata with apricots and almonds
Doses: 15 persons

-pasta frolla dough (dose with 500 g of flour, for recipe see here)
-500 g of apricot jam
-100 g of almonds in slices

Prepare the frolla as explained here. Spread the dough on a wide oven sheet (about 40x25 cm) covered with parchment paper. Garnish the dough with the apricot jam and decorate with the almond slices. Bake in preheated oven at 180 C, until the dough turns gold-brown.
*Crostata is a traditional Italian cake with a base of pasta frolla dough (similar to shortbread, but lighter than that). While the base is always the same, the filling might vary (jam, chocolate, fresh fruit, custard).

mercoledì 24 maggio 2017

Risotto con fave e pecorino



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Quando si hanno dei neonati, dicono di approfittare delle ore in cui dormono per riposarsi o dedicarsi ad altre occupazioni. Bene, mia figlia non dorme mai. OK, non proprio "mai", diciamo che sta sveglia tutto il giorno per poi crollare intorno alle 21 e risvegliarsi alle 3 del mattino. E manco a dire che quando e' sveglia stia buona, no no: e' iperattiva, vuole giocare e vuole attenzione. Insomma, piu' la osservo, piu' penso che abbia preso il peggio di me:
-la mia razionata pazienza (aspetto ancora che inventino gli integratori in pillole...)
-la mia lunaticita'
-il mio odio per la casalinghitudine e per lo stare in casa in generale (a meno che fuori non ci sia la tormenta di neve o si debba dormire)
-la mia iperattivita' (aspetto solo l'OK del pediatra per portarla a correre con me nel passeggino)
-la mia insonnia (perche' dormire quando si possono fare cose moolto piu' interessanti???)
Ed io vorrei cucinare, aggiornare il blog, farci un bel restyiling, ma la baby boss prende tempo ed energie e si fa quel che si puo' (non senza una profonda frustrazione!).
A questo si aggiunge la difficolta' a reperire le primizie che ormai dovrebbero avere invaso i negozi, dove invece il repertorio e' sempre quello dell' autunno-inverno. L'altro giorno, pero', mentre giravo sconsolata tra i banchi della verdura, mi sono imbattuta in queste fave e ho pensato di farci un bel risotto col piu' classico dei suoi abbinamenti.

Risotto fave e pecorino
Dosi: 3-4 persone

-400 g di riso carnaroli
-2 L di brodo vegetale
-3 manciate di fave
-100 g di pecorino romano*
-olio evo qb

Sgranate le fave e buttale in padella con un po' d'olio d'oliva. Fatele saltare un po' finche' la buccia esterna non inizia a staccarsi. Togliete le fave dal fuoco e lasciatele raffreddare. Rimuovete la buccia esterna e rimettete le fave sgusciate nella padella con l'olio. Mettete sul fuoco ed aggiungere il riso. Fatelo tostare per un minuto ed aggiungete un po' di brodo fino ad un cm sopra la superficie. Portate il risotto ad un  lieve bollore e mescolate di tanto in tanto, aggiungendo brodo, man mano che viene assorbito. La cottura richiede in genere 18-20 min, ma io assaggio sempre per sicurezza e tolgo il risotto quando e' sempre un po' al dente. Aggiungere il pecorino e mantecare. Servire immediatamente, ricordando che non e' il risotto ad aspettare le persone, ma le persone ad aspettare il risotto :)
*se vi piacciono i sapori piu' delicati potete sostituirlo con del parmigiano o del grana.

When you have a new born, they recommend you sleep when they do or you take advantage of that to dedicate yourself to other occupations. Well, my daughter never sleeps. OK, "never" is not very precise, I would say she is awake most of the day to fall asleep around 9 pm and wake up again around 3 am. And when she is up she wants a lot of attention and she has to be entertained while she lies in her bassinet. The more I observe her, the more I think she got the worst of my personality:
-my impatience (I am still waiting for patience supplements...)
-my changeable mood
-my intolerance for domestic life and in general for being stuck at home (unless there is a snow storm or I feel sleepy)
-my hyperactivity (I am just waiting she would be old enough to bring her running in the stroller)
-my insomnia (why sleeping when there are so much more interesting things to do????)
And I would like to dedicate more time to the blog, make a full restyling, cooking more, but the baby boss demands attentions and I do what I can (not without a deep frustration though) .
Other source of frustration is the difficulty to get fresh springy fruit and vegetable. i can't get why I am still finding the same veggies of the fall-winter season (maybe, I should consider changing grocery store :P).  But never say never! So, the other day, while I was looking for something fresh to cook, I ran into these fave beans, which made me thinking of one of the most classical Italian pairings.

Risotto with fave and pecorino cheese
Doses: 3-4 persons

-400 g of carnaroli rice
-2 L of vegetable stock
-3 full hands of fave
-100 g of pecorino romano cheese*
-extra virgin olive oil as needed

Remove fave beans from their case and place them in a pan with a bit of olive oil. Sear the beans until the external peel starts to detach. Remove the pan from the flame and let the beans cool down. Remove the external peel, put the cores back in the frying pan and add a bit of olive oil. Place the pan on the stove under a medium flame, add the rice and toast it for one minute. Add the stock, so that the rice surface will be covered with 1 cm broth. Bring to a light boiling and add more stock as it will be absorbed by the rice. The cooking time is usually 18-20 min, but I normally taste the rice and remove it from the flame when the core is still a bit hard ("al dente"). Add the pecorino cheese to the risotto and mix well. Serve the risotto right away, and remember that people must wait for risotto, not the other way around :)
*if you prefer a milder taste, you can replace pecorino with parmigiano or grana cheese.

mercoledì 17 maggio 2017

Speedy mayo


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Ovvero, la maionese in 2 semplici mosse. Sono una che alla tecnologia ci crede, eccome. Anche perche' da buona chimica sarei messa male se non avessi fiducia nel progresso scientifico-tecnologico. Quindi quando arriva qualche nuovo aggeggio che mi permette di fare la solita cosa in meta' del tempo e con risultati migliori, sono la prima ad usarlo. 
Tutto questo per dire che la maionese non l'ho mai montata a mano. Cosi' come impasto panettoni, colombe e brioches col mio amato Kitchen Aid. La maionese la preparo con il frullatore ad immersione nel tempo record di 9 secondi netti, roba che manco Bolt sui 100 metri. Ah, quante volte mi son sentita dire "eh, ma montata a mano ha tutto un altro sapore". No, il sapore dipende dagli ingredienti che usate non dallo strumento che utilizzate per emulsionarli (perche' questo e', alla fin fine...un'emulsione). Montarla a mano porta solo via mooolto piu' tempo, col grosso rischio che impazzisca piu' facilmente. E siccome la maionese mi piace e trovo che quella fatta in casa sia di gran lunga piu' delicata di quella che trovate al super, ho imparato a farmela da sola in tempo record.

Maionese
Dosi: per 3-4 persone
 
-1 uovo di buona qualita'*
-200 g di olio di semi di girasole
-2 prese di sale
-2 cucchiai di succo di lime

Rompete l'uovo in un contenitore alto e stretto. Aggiungete il succo di lime ed il sale. Versate poi l'olio semi. Immergete il frullatore, settatelo a velocita' medio-alta ed emulsionate gli ingredienti con movimenti dall'alto verso il basso. In pochi secondi, dovreste ottenere la vostra maionese. Si conserva in frigo per massimo 2 giorni.
*Non so se abbiate visto gli allevamenti intensivi di galline, beh, in caso, vi dovrebbe passare la voglia di acquistare pollame e derivati. Se trovate le uova del contadino controllate, super! Altrimenti, sceglietele bio o, comunque, da galline allevate all'aperto.

 
English version below
As a chemist, I strongly believe in technology and scientific progress. I am the first one to use a tool allowing me obtaining the same results in half of the time, in particular, when that concerns cooking.
Just to say that I never prepared mayo by hands. As I use my beloved Kitchen Aid to knead all sort of dough, I employ the immersion blender for mayo. This allows me obtaining a great mayo in max 9 s (even better than Bolt on 100 meters!). Although I have been told that mayo prepared by hand has a much better taste, I strongly believe that taste is related to the quality of the ingredients not to the way for emulsifying them. Using an immersion blender not only guarantees a quick outcome, but it also minimizes the notorious phase-separation that will screw your mayo. Given I love mayo and the home-made one has a much more delicate taste than the one you buy, I learned how to prepare my own in time-record.

Mayonnaise
Doses: for 3-4 persons
 
-1 egg of good quality*
-200 g of sunflower seed oil
-2 pinches of salt
-2 tablespoons of lime juice

Break the egg in a tall and narrow bowl. Add the lime juice, the salt and the oil in this order. Immerse the immersion blender and emulsify the ingredients by moving the blender from the top to the bottom. In a few seconds, mayo should be ready. This mayo will last in the fridge for maximum 2 days.
*I do not like battery-chickens, so, I usually select biological eggs or eggs from run-free chickens.